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Gladiatori di Roma

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Proiezioni:
  • Sabato 24 novembre ore 20:30
  • Domenica 25 novembre ore 16:00
Info:
Un film di Iginio Straffi. Con Luca Argentero, Laura Chiatti, Belen Rodriguez
Genere: Animazione
Durata: 95 min

Timo, un orfanello scampato alla storica eruzione di Pompei, viene salvato da un gladiatore che lo porta con sé a Roma, lo accoglie nella sua famiglia e cerca di instradarlo all'arte del combattimento nella sua rinomata "accademia" per gladiatori. Ma Timo tutto è tranne che un combattente coraggioso. Impacciato a dir poco, goffo, molliccio, indolente, sembra non avere nessuna passione che lo motivi nella vita quotidiana, se non l'amore per Lucilla, la sorellastra, unica figlia del padre adottivo. Appena tornata dalla Grecia - da una "vacanza-studio" come la chiameremmo oggi - dove è andata a studiare filosofia, la ragazzina che è ormai già donna, seduce chiunque incroci il suo sguardo. Ma come in ogni fiaba che si rispetti il principe azzurro, il promesso sposo, deve essere il bello e il ricco di turno. Caso vuole che il rivale di Timo, Il gradasso e belloccio Cassio, sia il gladiatore più forte di Roma, nonché il figlio dell'imperatore Domiziano. Nozze perfette. Da copione fiabesco però la "principessa" non ne è innamorata. Il lieto fine è chiaramente scritto già dalle prime scene. E tutto ricorda l'iniziazione, con tanto di prove e di sfide, che l'eroe dovrà superare per conquistare l'amata. Il made-in-Italy Gladiatori di Roma (regia di Iginio Straffi, per lo studio di animazione Rainbow, quello delle Winx) non è un capolavoro né un film che resterà memorabile come lo fu Shrek nell'aprire la pista ad un vero e proprio sottogenere d'animazione. Certo il film si vuole inserire in quella stessa filiazione, anche se resta decisamente meno stratificato nei sottotesti. Però diverte, e non solo il pubblico più giovane. I dialoghi non sono esilaranti, però qualche battuta riesce a strappare una risata anche ai più grandi. I personaggi non hanno lo spessore di un Ciuchino o di una principessa Fiona, rimasti ormai nella storia, però ti coinvolgono. Fra tutti spicca la nonna-strega (anche questa non può mancare in una fiaba che si rispetti), dal forte accento partenopeo, che dispensa pozioni magiche per trasformare i gladiatori in combattenti invincibili. Non c'è un sottotesto complesso, anche se le riattualizzazioni ai nostri tempi (in questo tipo di animazione in genere più argute) sono gradite: globalizzazione, marketing one-to-one; così come le musiche rivisitate che giocano con la memoria spettatoriale (certo non quella dei più piccoli) mischiando i riferimenti: gladiatori di Roma marciano con la colonna sonora di Rambo. La morale è subito lì, perché sia evidente anche ai più piccoli: barare non porta a nulla, semmai rischi di perdere le uniche cose a cui tieni. E ciò che ami te lo devi conquistare a forza di dure prove. Il film finisce con uno scontro finale all'interno del Colosseo romano fra Timo e un Cassio, trasformato dalla pozione della strega in un animale terrificante; quasi una tauromachia in cui l'uomo vincerà per la sua intelligenza e non per i suoi muscoli. D'altronde la maglietta del duro allenamento di Timo con la personal trainer Diana (dea della caccia in persona) recitava : COGITO. Dunque mettici la testa e ti guadagnerai il lieto fine. Forse per ritrovare l'incanto del cinema bisogna rientrare in una sala affollata di bambini con occhialetti 3D, pronti a reagire al film come una volta gli ingenui spettatori all'arrivo del treno dei Lumière.

Film 2012-2013